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Il training autogeno e i suoi ambiti di applicazione

di Salvina Faraci

 

Con il termine di training autogeno (T.A.) J.H. Schultz definì un metodo di autodistensione da concentrazione psichica che consente di modificare situazioni psichiche e somatiche. Training significa allenamento, cioè apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva, particolarmente studiati e concatenati, allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee modificazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell’attività cardiaca e polmonare, dell’equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza; il preciso e costante allenamento a tali esercizi porta a modificazioni gradatamente sempre più valide, precise, consistenti. Autogeno significa "che si genera da sé"; ciò differenzia questo metodo dalle tecniche ipnotiche ed eteroipnotiche le cui realizzazioni somatopsichiche sono attivamente indotte dal soggetto o dal terapeuta (Crosa, 1968).Come sottolinea Crosa, oltre che dalle tecniche ipnotiche, gli esercizi del training autogeno si differenziano sostanzialmente dai comuni esercizi ginnici; con questi si tende a particolari scopi, ci si allena attivamente per migliorare determinate prestazioni. Gli esercizi del T.A. hanno invece lo scopo di far raggiungere lo stato autogeno che è una condizione di passività assoluta, priva di atti volitivi, realizzata nella indifferente contemplazione di quanto spontaneamente accade nel proprio organismo e nella propria mente. In conseguenza dell’apprendimento di questo nuovo atteggiamento si sviluppano spontaneamente modificazioni psichiche e somatiche di senso opposto a quelle provocate nella nostra mente e nel nostro corpo da uno stato di tensione, di ansia, di stress.Il T.A. di Schultz può essere applicato sia in trattamenti individuali che in trattamenti di gruppo, sia in pazienti con disturbi psichici, funzionali od organici, sia nei soggetti cosiddetti "normali". Nello svolgersi di poche settimane l’allenamento agli esercizi, praticato saltuariamente con il controllo del terapeuta e quotidianamente da soli, consente di poter offrire ai propri muscoli, ai propri nervi, ai propri organi, alla propria mente uno stato di distensione fisica, di passività psichica, di calma, di benessere sempre più completo e generalizzato.

Il T.A di Schultz è una tecnica di rilassamento e concentrazione universalmente conosciuto ed è da molti anni oggetto di studi e ricerche a livello mondiale per le varie applicazioni alle quali si presta.Gli ambiti di applicazione sono molteplici, può servire ad incrementare lo studio o il lavoro; può migliorare le nostre capacità di controllo e curare i disturbi più comuni su base psicosomatica. È molto seguito nella pratica clinica dove risulta particolarmente indicato per i seguenti disturbi:

  • Disturbi d’ansia

  • Disturbi di somatizzazione

  • Insonnia

In un ottica preventiva e di promozione della salute, invece, il T.A. costituisce uno strumento molto utile per perseguire i seguenti obiettivi:

  • Controllo e gestione dello stress

  • Controllo delle reazioni emotive eccessive

  • Autoinduzione di calma

  • Autodeterminazione

  • Introspezione

  • Miglioramento delle prestazioni mentali

Esistono, comunque, anche delle controindicazioni all’utilizzo della tecnica e tra le principali si ritrovano:

  • Insufficienza cardiaca (scompenso cardiaco), infarti recenti

  • Psicosi (soprattutto le forme schizoidi)

  • Depressione grave

  • Nevrosi ossessiva grave

  • Disturbi acuti

  • Dolori fisici dalle cause sconosciute

  • Abulia

  • Grandi vantaggi secondari della malattia

Oltre alle esperienze nel campo clinico, hanno beneficiato dei vantaggi di questa tecnica anche le applicazioni non cliniche, tra le quali rientra la pratica sportiva.In molti sport viene impiegato con successo per preparare gli atleti alle competizioni. È noto, infatti, come il gesto atletico altro non sia che l’espressione di un’unità di intenti dell’atleta che impegna il corpo guidato dalla mente (Facchini, 1992). Ne deriva quindi che per una prestazione atletica è fondamentale aver predisposto le basi ed i requisiti psicologici utili allo scopo con una adeguata preparazione precedente. Pensiamo, ad esempio, al carico di ansia che si può accumulare nello sportivo prima di una gara; già questo è un ostacolo tipicamente psicologico così rivelante da poter inficiare da solo la prestazione stessa.Il T.A. è una tecnica facile da apprendere e da applicare e consente di raggiungere alcuni obiettivi particolarmente utili in campo sportivo:

  • Miglioramento delle prestazioni

  • Rinforzo della motivazione all’allenamento

  • Profondo e rapido recupero di energie

  • Autodeterminazione

  • Autocontrollo e autoinduzione di calma

Il miglioramento delle prestazioni è uno dei principali campi di applicazione del T.A. e ormai sono molti gli atleti che lo utilizzano regolarmente, affiancandolo all’allenamento fisico. Tale tendenza è dovuta al fatto che, presupponendo un allenamento fisico ottimale, il fattore psichico, cioè l’atteggiamento interiore che si assume verso la prestazione, diventa determinante.Analizzando le cause degli insuccessi di molti atleti, si è potuto constatare che una delle ragioni principali è data da uno stato di tensione eccessiva. In questi casi si consiglia la pratica regolare del T.A. e l’esecuzione dell’esercizio ridotto, prima dell’inizio della competizione. L’effetto del T.A. sul miglioramento delle prestazioni, infatti, è basato principalmente sull’eliminazione di errori e disturbi che pregiudicano l’esecuzione ottimale della performance.Le indicazioni specifiche sono:

  • Difficoltà di concentrazione

  • Contratture, agitazione, ansia alla partenza

  • Incapacità di sfruttare al massimo le proprie possibilità

  • Difficoltà a compiere i movimenti con scioltezza

  • Difficoltà nel giudicare e gestire la situazione di gara

  • Nervosismo generalizzato nei giorni e nelle ore precedenti la gara

  • Insonnia prima della gara

  • Sentimenti di inferiorità rispetto gli avversari

  • Situazioni di stress psico-fisico

Considerando l’applicazione del metodo nei soggetti così detti normali, dopo due o tre settimane di allenamento agli esercizi del ciclo inferiore si è in grado di rendersi perfettamente conto di quanto in pratica essi possano offrirci (Shultz, 1968). Tra le possibilità elencate precedentemente, oltre lo smorzamento della risonanza emotiva (autoinduzione di calma), il recupero di energie, la modificazione del vissuto cenestesico, la regolazione vasomotoria e così via, va aggiunta particolare attenzione alla formulazione dei proponimenti (suggestioni positive che vengono utilizzate in specifiche circostanze).

 

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