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DIARIO DI UN DEPRESSO (22/03/2007)

Ieri è stata una giornata terribile. Svegliato tardi, tardissimo in preda ad uno stato di profonda depressione. Nel pomeriggio sono dovuto andare dal dentista e dopo il dentista ho voluto premiarmi e gratificarmi con un peccato di gola: quattro buonissime pastorelle ed un cappuccino con cacao. Un po’ mi hanno risollevato. Nel mentre continua la mia nullafacenza ed il mio andare alla deriva. Oggi avrei dovuto andare ad un incontro per fare uno stage all’ipsia ed invece sono rimasto a dormire. Sono rimasto a casa anche un po’ per la paura di dover arrivare lì con la macchina o, in sostituzione, con un taxi. Prendere il taxi significa prendere la via più corta e facile, anche se la più costosa. Ora non ho molte cose da scrivere. Da più giorni ormai sto facendo il conto alla rovescia del tempo che manca al mio rientro e mi rendo sempre più conto di aver sprecato tempo, sprecato tantissimo tempo ed i preludi dei prossimi, ultimi due mesi non sembrano affatto essere migliori. Come vedete di funzionale in questi pensieri non c’è assolutamente niente. Lunedì dovrò incontrare A*** ed ho paura di quello che mi dirà, ma dovrò cercare di essere forte e distaccato, misurando le parole che le dirò. Probabilmente mi proporrà una fastidiosa, nuova posizione organizzativa. Staremo a vedere. Nel mentre non faccio niente, ho anche smesso di leggere Delitto e Castigo, ma credo che riprenderò prima o poi. Elenco dei fallimenti, di alcuni fallimenti: non sono andato all’incontro del FOCSIV, non sono andato all’incontro con l’IPSIA, non sono andato a Follonica. Tutto questo è indice di incertezza e di mancanza di volontà. La verità è che ho preso il periodo di aspettativa più per fuggire dal lavoro che per realizzare e scoprire i miei desideri, per cui mi trovo spaesato, incerto e molle. Non so come passare le giornate. E’ una noia mortale. Potrei viaggiare, ma non lo faccio. Potrei andare per musei, ma non lo faccio, potrei andare a correre, ma non lo faccio. Quando tornerò in ufficio avrò gli stessi, identici problemi che ho adesso e che ho avuto in passato. Tutto dipenderà da me. Dal mio approccio alle cose ed alle persone: dovrà essere un approccio positivo e funzionale. Spero di riuscirci, so che ce la posso fare.

 

 


 

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