Benvenuti! Telefonateci ai n. 0622796355 - 3473157728.  Siamo a ROMA in Piazza Sempronio Asellio 7 (metro A Giulio Agricola/Tuscolana/Don Bosco/Cinecittà)

Il C.I.S.P. ti offre la possibilità di avere a disposizione gratuitamente per trenta minuti uno Psicoterapeuta a cui poter fare qualsiasi tipo di domanda riguardante il potenziamento del tuo BENESSERE. Per usufruire del servizio...

 

 

CONVEGNO NAZIONALE sulle DIPENDENZE AFFETTIVE

 

Trento, 29/11/2003

Intervento della Dott.ssa Leticia Marin

 

 

          “L’amore, come una ceramica quando si rompe, anche se viene ricostruito, mostrerà le sue cicatrici ma, chi meglio di colui che ha sperimentato il dolore sul suo corpo può tanto sottilmente mitigare il dolore degli altri”.

 

Buona sera a tutti.

Prima di tutto vorrei  ringraziare gli organizzatori di questo Convegno Nazionale sulle Dipendenze Affettive per avermi invitato a partecipare. Ringrazio inoltre i componenti dell’Associazione AMA di Trento; in modo particolare la dottoressa Lia Inama, che ha motivato la mia presenza qui, e il resto dell’equipe organizzatrice, per la forza e la tenacia che ci stanno dimostrando.

****

La mia partecipazione sarà divisa in due parti. Nella prima parlerò del concetto di Dipendenza Affettiva dal nostro punto di vista in Messico e nella seconda parte parlerò dei gruppi AMA del Messico e di alcuni paesi latini.  L’altro giorno leggevo sul giornale questo titolo “L’amore è una droga e provoca dipendenza”. “L’amore è come la droga. Ne è convinto John Marsden  del National Addiction Center di Londra, secondo il quale la ricerca della propria anima gemella non è così diversa da quella della dose da parte di un tossicodipendente. L’innamoramento provoca infatti reazioni chimiche simili a quelle di cocaina e anfetamine” (Ansa- Metro, 27 novembre 2003).

           ***

L’essere umano è un essere gregario, nasce in un gruppo e tutta la sua vita si sviluppa in mezzo ad attività di gruppo. Il bisogno di mantenere legami interpersonali è una necessità basilare dell’essere umano. Ciò nonostante, è comune che la persona  si senta sola davanti ad un problema e che tenti di sollevarsi senza aiuto sotto il peso, spesso insopportabile, dello stesso. Questo succede perché la sofferenza  isola,  produce vergogna e paura . La sofferenza produce solitudine. Quando qualcuno subisce un disagio, patisce una carenza o sta vivendo una epoca di crisi sia individuale che di coppia, sente di essere l’unica persona “al mondo” alla quale capita “questo“. Si chiede tante volte “perché capita questo a me?” “ Perché proprio adesso?” “Che male ho fatto perché mi capiti questa o quest’altra cosa?”  Ma la cura a tale sofferenza la si trova nell’avvicinarsi agli altri, a quelli che condividono le stesse problematiche.Attualmente, per fortuna, esistono numerose attività di gruppo che aiutano la guarigione: per calare il proprio peso, per smettere di fumare, per le donne che amano troppo,  per essere assertivi, e così via. 

***

In un sito internet ho trovato la seguente informazione:

La Dipendenza affettiva ha origine da due sbagli concettuali.

Primo: ” L’affettività è una torta che ci si divide fino a quando finisce”. Questo è falso. “Una coppia con 12 figli può voler bene a ciascuno di essi con la stessa o maggior intensità che se ne avesse uno soltanto”.

Secondo: “Il mio valore è dato dall’amore degli altri”. Anche questo è falso; ogni persona ha un valore per se stessa, indipendentemente dall’amore degli altri.

Tutte le persone sono interdipendenti, e le nostre relazioni del passato, del presente e del futuro sono molto importanti per ognuno: amici, non amici, genitori, familiari, professori, colleghi, ecc. Ma è una dipendenza libera. Riconosco come tutti che voglio amare e voglio essere amato; esercitare questo diritto liberamente è normale. Invece, parliamo di dipendenza  affettiva quando qualcuno non vuole,  non sa amare e non sa amare se stesso, ma vuole solo essere amato. Il suo bisogno di affetto è a volte patologico e non può fare niente senza una persona che la ami.  E’ capace di prostituirsi per avere  una briciola di quell’affetto.L’unione marito-moglie non significa dipendenza affettiva, ma tutto l’opposto.Ci sono molti matrimoni che finiscono a causa di un’alta dipendenza affettiva.In Spagna e anche in Messico è molto frequente che la donna non rompa il vincolo con sua madre per far sì che la coppia uomo-donna si unisca indipendentemente. Nella gerarchia degli affetti, la moglie e il marito devono essere prima dei genitori. L’aiuto, la compagnia, gli obblighi e le responsabilità verso i genitori non sono incompatibili col matrimonio. Ma non deve esistere dipendenza nei loro riguardi.La dipendenza può essere di diversi livelli, per esempio:

a)    Dipendenza  di uno dei coniugi rispetto la sua famiglia d’origine

b)    Dipendenza di uno dei coniugi dall’altro, etc.

 I mariti maturi hanno bisogno di donne mature, e viceversa: persone libere, autonome, che amano più del loro bisogno di essere amati.In un matrimonio ognuno manifesta il suo amore a modo suo, e ciascuno ama l’altro come crede meglio: questo è l’amore umano.Quando esiste la dipendenza nella coppia può esistere anche la violenza domestica e spesso la donna ne è la vittima. La violenza domestica è sempre esistita. Non sono chiari i motivi per i quali una persona, uomo o donna, possa sopravvivere insieme ad un'altra che non gli mostra rispetto, ma la frase: “è incredibile ciò che può fare una donna per non rimanere  da sola”, rimane un simbolo al momento di spiegare alcuni casi sulla violenza domestica.Un altro punto rilevante, anche se spesso tralasciato, è quello della dipendenza economica per cui molti uomini abusano delle donne sapendo che esse non ce la farebbero senza il loro denaro. Questa dipendenza economica porta alla dipendenza fisica nelle donne, soprattutto le donne che subiscono i maltrattamenti da parte del partner. Ma non sempre è così. Si sono verificati casi di maltrattamenti su donne che non erano dipendenti economicamente, perciò la dipendenza economica è necessaria ma non sufficiente. Esiste un'altra dipendenza molto dannosa, ed è la dipendenza affettiva verso gli uomini che maltrattano le donne. Queste sono donne che hanno paura della solitudine e si ritrovano con uomini che gli rovinano la vita, li cercano disperatamente. A tutto ciò dobbiamo aggiungere quegli aspetti della società che non aiutano l’uguaglianza e il rispetto nella relazione uomo – donna.  Ci sono dei programmi televisivi, per fare un esempio, dove viene esaltata l’unione di una coppia sulla base della celebrità o del denaro, e questo va contro i valori che nei gruppi di auto mutuo aiuto si pretende di raggiungere. 

                                                   ***                                                       

 Nella mia esperienza di guida di gruppi di AMA ho riscontrato alcune similitudini tra il modo di pensare dei suoi partecipanti e le 12 idee irrazionali di Albert Ellis.Ellis dice che le convinzioni irrazionali di una persona, che danno origine a sentimenti e azioni e che sabotano la  possibilità di affrontare un determinato fatto spiacevole, consistono di solito in affermazioni assolutiste del tipo dovrei, devo, oltre alle logiche, ma distruttive e denigratorie irrazionalità che generalmente accompagnano questi “devo”. Le tre basilari affermazioni assolutiste generatrici di nevrosi sono le seguenti:  

1.     “Devo, assolutamente, avere successo nella maggior parte delle mie azioni e relazioni: altrimenti come persona sono del tutto inadeguato e inutile!”. Risultato: sensazioni di grave ansietà, depressione, disperazione, inutilità. Atti de fuga, rinuncia, abbandono, dipendenza.

2.     “Il resto della gente deve, assolutamente, trattarmi con considerazione, giustizia, rispetto e amabilità; altrimenti, non sono così buoni come dicono e non meritano di raggiungere la felicità durante la vita”. Risultato: sentimenti di ira, rabbia, risentimento. Atti di lotta, inimicizia, violenza, guerre, genocidi.

3.     “Le condizioni in cui vivo devono essere assolutamente confortevoli, piacevoli e di pregio: altrimenti sarà orribile, non lo sopporterò e tutto questo maledetto mondo sarà uno schifo!” Risultato: sentimenti di autocommiserazione, ira e bassa tolleranza alla frustrazione. Atti di abbandono, lamentela continua e dipendenze (Ellis, 1999).

Vediamo di seguito le dodici Idee Irrazionali Basilari, che secondo Ellis si celano dietro il nostro disordine emotivo:

-Idea Irrazionale numero uno: un adulto ha l’imperiosa necessità di essere amato e approvato da quasi tutti in quasi tutto ciò che fa.

-Idea Irrazionale numero due: bisogna essere totalmente esperti, adatti ed efficienti sotto ogni aspetto possibile.

-Idea Irrazionale numero tre: certe persone sono cattive, malvagie. Vili o inferiori e devono essere severamente castigate o accusate per i loro difetti, peccati o cattive azioni.

-Idea Irrazionale numero quattro: è terribile, orrendo e catastrofico che le cose non marcino nel modo che uno vorrebbe che marciassero.

-Idea Irrazionale numero cinque: la disgrazia umana ha cause esterne e l’individuo non è in grado di controllare le sue angosce o di liberarsi dei sentimenti negativi.

-Idea Irrazionale numero sei: se qualcosa è o può essere pericoloso o temibile, l’individuo deve preoccuparsene moltissimo e deve sentirsi sconvolto.

-Idea Irrazionale numero sette: è più facile sfuggire a molte difficoltà e responsabilità della vita che mettere in pratica forme di autodisciplina più soddisfacenti.

-Idea Irrazionale numero otto: il passato è di assoluta importanza; se una volta qualcosa ha danneggiato la vita di qualcuno, continuerà a farlo indefinitamente.

-Idea Irrazionale numero nove: la gente e le cose dovrebbero essere diversi da come sono ed è catastrofico non trovare immediatamente soluzioni perfette per le sgradevoli realtà della vita.

-Idea Irrazionale numero dieci: il massimo della felicità umana si può ottenere attraverso l’inerzia e l’inazione o “auto-compiacendosi di se stessi” passivamente e senza impegnarsi.

-Idea Irrazionale numero undici: ci si deve infastidire moltissimo per i problemi e i turbamenti degli altri.

 -Idea Irrazionale numero dodici: si deve avere qualcuno più forte di noi in cui confidare e da cui dipendere.

Se volete saperne di più sulle Idee Irrazionali, visitare il sito www.psicoterapie.org  e la rivista www.cisp.info  e cercare l’articolo   “Terapia Razionale Emotiva”.

                                                       ***                                    

Ora vorrei leggervi qualcosa sulla dipendenza affettiva e sui gruppi AMA del Messico. In Messico, la dipendenza affettiva  è in relazione con la violenza. Una delle ricerche fatte da una psicologa sociale chiamata Norma Bande del gruppo di Nevrotici Anonimi, dice che, nonostante le violenze subite, le donne stesse decidono di ritornare con il loro aggressore (secondo le statistiche il 60 - 70 %), per svariate ragioni, tra le quali le più frequenti sono la bassa autostima, la paura, la sottomissione, la dipendenza economica  ed affettiva, i sensi di colpa verso la società, la famiglia, i figli.  Inoltre un’altra delle cause per cui non denunciano le violenze subite è la difficoltà burocratica che trovano nella giustizia, che dimostra poca sensibilità verso questi fatti, anche se ultimamente c’è stato qualche progresso al riguardo.Una delle tante fondazioni esistenti in Messico è “La Fondazione per l’Uguaglianza  (APIS)”,  che da 21 anni è al servizio delle donne cercando di garantire i loro diritti e allo stesso tempo sviluppando dei gruppi di auto mutuo aiuto.  Questo sistema fa in modo che siano loro stesse a prendere decisioni per  vivere il futuro diversamente. Ognuna partecipa con la sua soluzione ed è proprio questo che fa sì che sviluppino la capacità di analisi, facendo cadere i miti che sorgono intorno all’amore, alla famiglia, al potere del partner, ecc. E così la loro autostima si incrementa.Le donne dopo un periodo di partecipazione nei gruppi riescono a bloccare la violenza fisica e ad attenuare  la violenza psico-emozionale. Migliorano il loro aspetto personale, difendono con accanimento il loro gruppo AMA, creando una rete di comunicazione tra le integranti. Cominciano ad essere più assertive, dicono più “NO”  che “SI”.  Esprimono di più i loro sentimenti. Questo processo fa sì che aumenti la loro sicurezza in se stesse e che diminuisca il loro malessere, nella consapevolezza che devono essere trattate con giustizia e dignità.Se volete saperne di più su questa organizzazione della società civile potete rivolgervi a:

apis@laneta.apc.org  - o consultare il sito web: http\\:www.laneta.apc.org\apis
 

Tra tanti gruppi che ci sono in Messico vorrei elencare alcuni dei più importanti come ad esempio il Gruppo Diabete Internet, Nevrotici Anonimi (1974- 65% fem. Ed 35% Masc. 45% tra 36 –56 anni, 35% 21-35 anni), Dipendenti alle droghe, Dipendenti Sessuali,  Gruppo 24 Ore, Giovani Alcoolisti Anonimi 24 ore, e per ultimo Alcolisti Anonimi Al-Anon ed Al–teen) i quali sono tutti auto-finanziati e sono i più diffusi, avendo sedi in tutte le regione della repubblica e funzionando anche in carceri, ospedali, scuole, chiese. Alcuni hanno anche a disposizione dei fabbricati per ospitare per 1 o 2 mesi i loro integranti in caso di bisogno. Lì internati iniziano a rendersi conto del loro livello di malattia e alcuni non vogliono cambiare, vogliono scappare subito da quel posto perché percepiscono un cambio non raggiungibile e  molto difficile da affrontare. In questi gruppi si attraversano diversi livelli:

1. Si adotta un padrino – (Qualcuno a cui raccontare la storia propria arrivando alla catarsi)

2. Testimoniale

3. Di riflessione

 In America Latina i gruppi AMA sono molto diffusi, ad esempio in Argentina è famoso il gruppo “Rinascere” dove il Dr. Carlo Juan  Bianchi, dal 1990 –in seguito alla morte di suo figlio -, partecipa e collabora  con le sue conferenze sulla comunicazione e dinamica di gruppo.In Messico si fanno continue ricerche da parte delle diverse Università. A Cuba, le messicane Ana Maria Duràn e Maria Tinajero per ottenere il diploma in Tanatologia  hanno fatto delle ricerche assieme ai familiari degli alcoolisti.La mia esperienza mi ha dato tante soddisfazioni nel rendermi conto che la gente migliora veramente la qualità di vita, non solo, ma si osserva anche subito un automatico miglioramento nei familiari. In Messico e a Roma  ho imparato che il lavoro in gruppo ha una grande virtù e notevole efficacia perché si rompe il blocco della solitudine, cioè ognuno non è più solo col suo problema.

***

Io vivo a Roma e lavoro con il Centro Italiano Sviluppo Psicologia (CISP) che è un’associazione di volontariato iscritta nel Registro delle Organizzazioni di Volontariato della Regione Lazio, costituita da psicologi a Roma nell’ottobre del 1993, con lo scopo di conseguire finalità di solidarietà sociale, civile e culturale, attraverso attività di prevenzione e promozione della salute. Attualmente abbiamo un gruppo AMA sulla  “Solitudine e le Dipendenze Affettive”, è un gruppo nuovo, ma molto coraggioso. Il sito Internet della nostra associazione è : www.psicoterapie.org  . Servizio telefonico:   06 22796354 /55

Per concludere, vorrei  leggervi  un breve pensiero sull’amore di un grande poeta scomparso, il cileno Pablo Neruda.

 

L’ Amore 

Pablo Neruda
   

Che hai?

 Che abbiamo?

 Che ci capita?

Oh!, il nostro amore è una corda tesa che ci stringe ferendoci

e se vogliamo

uscire della nostra ferita,

separarci,

ci fa un nuovo nodo e ci condanna

a dissanguarci e bruciarci insieme.

 

 

  P S I C   T V  La Web Tv per la Psicologia e La Psicoterapia   

 


CISP

www.psic.tv  www.cisp.info  www.attacchidipanico.it  www.psicoterapie.org  www.tossicodipendenze.net
 www.disturbisessuali.it  www.ossessioniecompulsioni.it  www.terapiadicoppia.it  www.prevenzione-psicologica.it www.psicosi.net  www.fobia.it  www.depressioni.it  www.ansie.it  www.infanziaeadolescenza.info  www.terapiedigruppo.info  www.psicoterapie.info  www.lavorodigruppo.eu www.disturbialimentari.com

ritorna alla homepage

Copyright © CISP